Home arrow Cosa Offriamo arrow Azienda Agricola arrow Coltivazioni arrow Ceci
Ceci PDF Stampa E-mail

Ceci

Storia

Fin dall'età più antica l'uomo conosceva una pianta selvatica del genere Cicer , come dimostrano i semi ritrovati in siti archeologici in Turchia risalenti al 5000 AC, mentre si hanno testimonianze archeologiche di coltivazione del cece risalenti all'Età del Bronzo in Iraq. Fu, insomma , uno dei primi alimenti consumati dall'uomo.

Originaria dall'area mediorientale dell'Asia, questa leguminosa che presumibilmente ebbe origine con il cece tipo “desi”, dal seme piccolo, angolare e scuro, e per mutazione diede origine al tipo “kabuli” dal seme grande, chiaro, a forma di testa d'ariete, era già nota nell'Egitto dei Faraoni che ne dovevano probabilmente conoscere il valore nutritivo perchè ne utilizzavano i semi come cibo per gli schiavi.

Nel tempo la coltivazione di questa pianta si  diffuse  sia verso Oriente, dove ancora oggi in India costituisce un alimento base , sia verso Occidente dove trovò nei paesi del bacino del Mediterraneo un clima ideale per il suo sviluppo. Greci e Romani ne consumavano in gran quantità, soprattutto a Roma erano famose le “pulmentaria” ovvero le minestre consumate nelle “tabernae” all'ora di pranzo, in cui  ai ceci venivano mischiati il grano, il farro, l'orzo ed insaporite con grasso di maiale. I semi secchi venivano macinati e con la farina così ottenuta preparavano ottime “puls” o polente. 


Nell'Alto Medioevo i ceci, ed in genere le leguminose venivano utilizzate prevalentemente dalla famiglia del coltivatore, anche se tutti gli strati sociali ne facevano largo uso.

Nel XVI secolo gli Spagnoli esportarono il cece nelle Americhe dove venne selezionata una cultivar con granella grossa, gialla ma poco saporita che si trova oggi anche sul nostro mercato italiano. Nel XIX e XX secolo i ceci ed altri legumi, ad eccezione dei piselli, vennero trascurati come elementi della nutrizione umana: fu solo dopo gli anni '70 del  secolo scorso con l'apprezzamento della dieta mediterranea, povera di grassi animali e ricca di carboidrati, di fibre e di proteine vegetali, che si ha una ripresa  del consumo di ceci e di altri legumi.

 

Descrizione botanica
 
Il  cece  che è una cultivar del “cicer arietinum” così chiamato per la forma del seme che richiama una testa di ariete ( aries in latino) o un pulcino “ chickpeas” come gli anglosassoni nominano questo seme.

 

E' una pianta erbacea annuale della famiglia delle leguminose: Ha un portamento eretto con steli dritti lunghi da 20 a 25 cm. Le foglie sono opposte composte da foglioline con margine seghettato. I fiori son singoli, ascellari di colore bianco. I baccelli contengono 1 o 2  semi con pellicola liscia e sottile che in cottura non si stacca .

E' una pianta molto rustica, resistente alle malattie, che cresce bene nei nostri terreni di medio impasto e sopravvive bene anche con poca acqua  perchè riesce a sviluppare radici  lunghe che scendono in profondità.

 

A San Giovannello, nella nostra azienda agrituristica siciliana, coltiviamo il cece varietà Sultano, esso è resistente alle malattie, si presta alla raccolta meccanizzata, poicchè la pianta non si alletta, ed ha una spiccata resistenza al freddo. Il seme è di piccole dimensioni e presenta una superficie liscia.

La coltivazione dei ceci

Avvicendamenti: La coltivazione del cece è utilizzata negli avvicendamenti colturali poicchè essa è una coltura miglioratrice che favorisce la successiva coltivazione del grano e degli altri cereali autunno-vernini. Questa coltura favorisce la fissazione nel terreno di azoto.

 

Lavorazione del terreno: tra la fine di agosto e i primi di settembre  il terreno viene preparato con una aratura leggera effettuata ad  una profondità di 20 - 25 cm.

Ad ottobre, dopo le piogge e la conseguente nascita delle erbe spontanee si effettua una seconda lavorazione  utilizzando il un attrezzo  chiamato Tiller, esso  rompere le zolle e distruggere le male erbe effettuando delle lavorazioni nel terreno ad una profondità di circa 25 cm.

 

Semina: si effettua tra novembre e dicembre  utilizzando uno spandiconcime per buttare il seme sul terreno e subito dopo la copertura viene effettuata con un attrezzo chiamato vibrocultor, esso ha delle zappette di dimensioni ridotte che smuovono il terreno superficialmente coprendo la semente gettata in precedenza.

Successivamente Il terreno viene  battuto  e livellato con un attrezzo chiamato rullo  per far si che i semi vengano ben interrati e facilitare la successiva fase di raccolta.

Raccolta: essa avviene nel mese di  luglio mediante un imponente macchinario chiamato  Mietitrebbia. Esso è un raccoglitore mobile destinato alle piante da granella per la raccolta di cereali e legumi. Grazie alla Mietitrebbia è possibile effettuare contemporaneamente le operazioni di mietitura e trebbiatura.

La mietitura avviene grazie ad una barra falciante che recide gli steli delle piante, le quali  attraverso un rullo convogliatore vengono trasportate all'interno della macchina dove avviene la trebbiatura.

Dentro la mietitrebbia  il battitore ed il contro battitore schiacciano i baccelli e tirando fuori la granella, successivamente dei crivelli e una ventola  separano la paglia dalla granella che invece viene conservata in un contenitore all'interno della macchina.

 

Nel nostro territorio, caratterizzato da  morbidi declivi e terreni poco pianeggianti sono in uso mietitrebbie autolivellanti  caratterizzate da particolari dispositivi idraulici che permettono di mantenere sempre  in orizzontale i sistemi di separazione, pulizia e stoccaggio della granella, anche lavorando su terreni in pendenza. Evitando così il rischio di ribaltamento della macchina.

Usi in azienda: Il seme viene poi setacciato. Una parte del prodotto viene destinato alla semina della stagione successiva, una parte all'uso della ristorazione nel nostro Agriturismo, ed una parte viene destinato alla commercializzazione e quindi avviata al confezionamento  o trasformata in farina di ceci ed imbustata o in crema di ceci e conservata in barattoli di vetro pastorizzati in autoclave.

Caratteristiche organolettiche e nutrizionali

I ceci secchi, come anche altri legumi, sono ricchi i proteine perchè ne contengono una quantità quasi uguale  o anche superiore a quella della carne  e doppia se paragonate a quella dei cereali.

 

Queste proteine vegetali, apportano una discreta quantità di aminoacidi essenziali che  comparata a quella presente nelle proteine del frumento , del mais e del riso risulta superiore.

 

I cereali però contengono discrete quantità di aminoacidi solforati che invece  nei legumi  sono presenti in quantità minime. Ciò significa che un bel piatto di pasta e ceci fornisce all'organismo una miscela proteica che ha valore biologico pari a quello delle proteine animali.
I ceci sono ricchi di carboidrati e costituiscono un'ottima fonte di energia dal momento che hanno un valore calorico elevato. Contengono  pochi grassi (2/4%) costituiti soprattutto  da acidi grassi polinsaturi. Sono invece ricchi di fibra alimentare sia insolubile ( cellulosa di cui è formata la buccia) che solubile, la lecitina.

 

La cellulosa regola le funzioni intestinali ; la lecitina favorisce l'emulsione dei grassi che così non si accumulano nel sangue e contribuiscono al controllo dei livelli di glucosio e colesterolo nel sangue.

 

I ceci secchi, come altri legumi secchi, contengono discrete quantità di fosforo e di ferro e forniscono all'organismo sufficienti quantità di vitamina B1, B2 e allo stato fresco anche di vitamina C. Confrontati con i valori nutrizionali di altri legumi cotti ,100 gr. di ceci cotti contengono maggiori quantità di carboidrati (gr. 18,9) di proteine (gr.7.0) minore quantità di grassi ( gr. 2,4) e maggiori calorie ( 120Kcal).

Usi alimentari

I ceci da noi coltivati sono teneri e dolci. Vanno cotti dopo un ammollo di circa 6 ore con un pizzico di bicarbonato per facilitare l'assorbimento dell'acqua. Si insaporiscono con aromi  e possono essere consumati a minestra con o senza pasta, oppure ridotti in crema e aromatizzati con aglio e prezzemolo per essere  spalmati sulla bruschetta. Possono sostituire  la carne se consumati facendone polpette di ceci.
Per Santa Lucia è d'uso la cuccia, un antico piatto misto di grano e ceci condito con olio extra vergine d'oliva crudo. La farina è utilizzata sia per fare le panelle di ceci , sia per la Frascatula, un'antica polenta siciliana, mischiata alle farine di grano timilia e/o di cicerchie.

 



Segnalaci su..
Facebook Twitter FriendFeed Technorati Digg Wikio
Segnalo OKNO Delicious Diggita Google MySpace
 

Chi c'è in linea

Abbiamo 22 visitatori online