La cicerchia è una leguminosa da granella consumata dall'uomo sin da i
tempi remoti. Tracce dell'utilizzo alimentare di semi di cicerchia,
probabilmente raccolti da piante spontanee, sono state trovate in
diverse località archeologiche in Iran, Iraq e nell'attuale Bulgaria.
In
Italia, secondo i dati Istat, nel 1936 risultavano in Italia coltivati
a cicerchia 15.436 ettari, le regioni maggiormente interessate erano
Toscana, Abruzzo, Molise, Lazio, Puglia, Sardegna, Marche, Umbria ,
Basilicata, Calabria, Campania e Sicilia. Attualmente le aree di
coltivazione in Italia non ammontano che a poche centinaia di ettari.
Nel
territorio di Aidone la cicerchia è sicuramente presente da svariati
secoli, testimonianze documentali, attestano la presenza di questo
legume nella città siculo-ellenizzata di Morgantina sin dal 4°, 3° secolo a.C. La
cicerchia ha un buon contenuto proteico, migliore di quello del cece,
del pisello, della lenticchia e della fava e per questo motivo è da
considerarsi tra le migliori leguminiose da granella per qualità
alimentare.
Storia
La cicerchia è un legume molto antico, già coltivato nella zona dei Balcani fin dal 6000 A.C. Si sono però trovate tracce dell'uso alimentare di semi di cicerchia raccolti, forse, da piante spontanee di Lathyrus Sativus in siti archeologici iracheni, iraniani e bulgari risalenti ad un periodo che va dall' 8° al 6° secolo A.C.
La cicerchia è presente in Asia (India, Iran, Irak Siria), nei paesi del Nord Africa bagnati dal Mediterraneo ed in buona parte dell'Europa centro meridionale e orientale.
In Italia fino al 1936 era coltivata nelle regioni centro meridionali e nelle isole maggiori, ma a partire dagli anni '50 del secolo scorso fino al 1971 , ultimo anno in cui compaiono dati statitici su questo legume, la superficie coltivata regredisce sensibilmente.
Cibo ricco di proteine e quasi del tutto privo di grassi, la cicerchia è stata coltivata in Sicilia fino agli anni '50 del secolo scorso. Quando le tecniche colturali si sono automatizzate, la coltivazione di questo legume, che era coltivato esclusivamente a mano, è stata a poco a poco abbandonata . Oggi, pochi agricoltori, tra cui noi dell'Agriturismo San Giovannello, hanno ripreso la coltivazione della Cicerchia di Aidone per evitare che questa cultivar si estinguesse.
Descrizione
La cicerchia, Lathyrus sativus, è una leguminosa da granella e proviene da una pianta erbacea annuale . I greci la chiamavano “Lathyros”, per i Romani era “ Cicercula”. E' una pianta annuale, ramificata a portamento semi prostrato, con steli glabri, glauchi, caratteristicamente alati; le foglie sono alterne costituite da un picciolo alato portante un paio di foglioline ellittiche, oblunghe ed un cirro semplice o ramificato, molto lungo; i fiori, di colore differente a seconda degli ecotipi, sono singoli e dopo la fecondazione, che è autogamia, formano un baccello complesso contenente 2 o 3 semi; i semi sono schiacciati piuttosto angolosi, di colore giallo arancio rivestiti da una pellicola grigiastra. o marrone, spesso punteggiata simile ad un sassolino. Sulle Madonie vengono chiamati “ganguzze” per la loro forma simile ad un molare; nell'ennese sono noti come “chierchere”
Questo legume è molto interessante, non solo perchè essendo una pianta molto rustica si adatta facilmente anche a climi freddi,e asciutti ma anche perchè è più ricca di proteine rispetto agli altri legumi e assolutamente povera di grassi. Contiene vitamina
B1,B2, e PP ed è ricca di calcio e fosforo. Il Lathyrus sativus però contiene una neurotossina presente anche nei semi, che se assunti con frequenza e in abbondanza, può provocare una malattia, il latirismo, che colpisce il sistema nervoso provocando anche l'atrofia degli arti inferiori. La cicerchia di Aidone a differenza di altri tipi di cicerchie non sembra possedere in quantità dannose la neurotossina ODAP causa del latirismo, come potrebbe essere dimostrato dall'aumento notevole del consumo di tale legume sul territorio di provenienza nel periodo bellico e post bellico che non ha causato alcun caso di tale malattia.
Tecnica colturale
A San Giovannello la cicerchia viene seminata in autunno (Novembre-dicembre) dopo aver preparato il terreno di medio impasto con una lavorazione profonda con aratro e aver successivamente utilizzato il coltivatore per eliminare le male erbe nate dopo le prime piogge.
La coltivazione secondo le tecniche dell'agricoltura biologica vede nella coltivazione della cicerchia un ottimo sistema per arricchire il terreno di azoto(25-40kg/ha) che verrà nella semina successiva utilizzata dal grano in alternanza con le leguminose.
E' necessario effettuare una accurata scerbatura quando la pianta è ancora piccola per potere controllare la diffusione delle infestanti.
Nel mese di giugno, quando la granella non è completamente matura provvediamo alla mietitura manuale e lasciamo le piante in campo per qualche giorno in fasci per l'essiccazione.